
Il processo che la procura di Vicenza ha istruito contro i No Dal Molin per l’occupazione delle prefettura di Vicenza è stato anche questa volta colpito e affondato (almeno per un pò) dalle eccezioni sollevate dal collegio degli avvocati difensori.
Se la prima volta, tre mesi fa, l’eccezione sollevata era stata essenzialmente “tecnica” e addebitabile alla difettosa consegna delle notifiche agli imputati, questa volta l’errore dei giudici, e in particolare del Pubblico Ministero Pecori, è conseguenza della fretta che lor signori avevano di portare il movimento in tribunale e farlo condannare. Per affrettare i tempi infatti la Procura subito dopo l’occupazione simbolica della Prefettura aveva configurato la richiesta di reato in maniera tale da arrivare alla sentenza prima possibile, saltando cioè il dibattimento preliminare che è obbligatorio quando le pene richieste per reati di quel tipo sono superiori a quattro anni. Pene e reati che erano stati definiti dalla stessa Procura che per la fretta non si accorgeva che la via inforcata era troppo breve e sbagliata ovvero, come dice il classico proverbio: "la gatta frettolosa fa i gattini ciechi"!
Ma prima della conclusione, accolta comunque da una generale nostra soddisfazione, l’avvocato dello stato con un vero e proprio "coup de theatre" si è costituito parte civile contro il movimento perchè a suo dire con l’occupazione della Prefettura si sarebbe provocato un danno patrimoniale e perfino un danno all’immagine della pubblica amministrazione! Il danno patrimoniale sarebbe relativo alla questione della porta d’entrata della Prefettura che gli occupanti trovarono aperta e che invece loro dicono essere stata danneggiata per ben 960 euro – e pazienza –, ma il danno all’immagine dello stato veramente non ce lo aspettavamo! Secondo l’avvocatura la nostra iniziativa ha "determinato, anche per effetto dell’allarme sociale suscitato ed in relazione alla risonanza provocata, un appannamento (sic) della P.A statale... con l’adozione di comportamenti ...che hanno diffuso un senso di insicurezza e minaccia per l’ordine pubblico e la pubblica sicurezza, andando a bloccare l’attività proprio dell’organo adibito a tale compito". Un danno allora che, secondo l’ineffabile avvocato dello stato, può essere desunto dal "grado di diffusità" della notizia e da un quantum che bontà sua quantifica in euro 1 (uno), ma per abitante! Questa notizia dell’occupazione avrebbe raggiunto secondo lui almeno gli abitanti dell’intera provincia cioè 844.000 cittadini e quindi pari a euro 844.111, che dovrebbero risarcire il danno arrecato al povero stato italiano.
In conclusione ai vicentini oltre al danno vero ed incalcolabile subito con la concessione della base agli americani anche la beffa del risarcimento all’immagine di uno stato scalcagnato che gliela ha concessa gratis!