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Ricordate la falda di Mugello?

Lo stato del cantiere al Dal Molin riportano alla mente un fatto simile accaduto a Mugello pochi anni fa. Una falda acquifera distrutta dal passaggio del Tav.

Sono molti, nella storia italiana, i disastri naturali provocati da opere umane. Volute e progettate da una politica sorda ai dubbi di chi il territorio lo abita. Tra i più vicini (temporalmente e qualitativamente) c’è il disastro provocato dal passaggio del Tav a Mugello. Un sistema idrico distrutto falde precipitate di centinaia di metri. I cittadini beffati, i politici che hanno deciso l’opera neppure coinvolti.

La realizzazione del Tav è stata contestata dagli ambientalisti proprio in nome di evitare quei danni che si sono poi verificati. Gli oppositori sostenevano inoltre che le grandi opere in Italia sono sovente foriere di speculazione e di truffe ai danni del pubblico. Anche questo è stato poi confermato dal tribunale: nella realizzazione le opere hanno utilizzato beni ambientali quali l’acqua in maniera impropria e truffaldina e hanno inquinato l’ambiente.
Risultato: ventisette condanne da tre mesi d’arresto a 5 anni di reclusione e provvisionali per il risarcimento danni di oltre 150 milioni di euro (sentenza di primo grado).

I corresponsabili di tali scempi, tutti quei decisori (politici) che di fronte alle critiche alle richieste di ripensamento alla realizzazione hanno “tirato diritto”, ora se ne stanno zitti, tanto quanto parlavano al momento di convincere gli scettici sulla bontà dell’opera.

Un copione che si ripeterà qui a Vicenza?

Leggi "Quei torrenti inghiottiti dagli scavi della Tav",
il reportage di Paolo Rumiz per La Repubblica.

sabato 6 febbraio 2010


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