L’assemblea dei cittadini si svolge ogni martedì alle 21.00. Partecipa!
13 febbraio | Gruppo Presenza Dal Molin
18 febbraio | Ragioniamo con i piedi!
21 febbraio | Mercato dei produttori locali e delle autoproduzioni
Vertiporto agli Usa?
mercoledì 3 febbraio 2010
Perché Costa tace?
martedì 2 febbraio 2010
Difendiamo la storia di Vicenza
domenica 31 gennaio 2010
50 ATTIVISTI ENTRANO NEL CANTIERE E SI INCATENANO ALLE GRU
domenica 31 gennaio 2010
Dato alle fiamme il presidio NoTav: la solidarietà dei NoDalMolin
domenica 24 gennaio 2010
Offensiva contro i Social Network NoTav
sabato 6 febbraio 2010
Il silenzio del commissario Costa: chi tace acconsente?
sabato 6 febbraio 2010
Al Dal Molin un disastro annunciato: ecco le prove
sabato 6 febbraio 2010
Se Google ha più diritti dei vicentini
sabato 6 febbraio 2010
Quattro chili di arance sospette
sabato 6 febbraio 2010
Ricordate la falda di Mugello?
sabato 6 febbraio 2010
L’archeologia potrebbe bloccare la base militare della discordia
martedì 2 febbraio 2010
Assemblea in fiaccolata
lunedì 1 febbraio 2010
Base, “assalto” a colpi di spam: sotto tiro Africom su Facebook
sabato 6 febbraio 2010
Bettin: «La Regione fermi il cantiere»
venerdì 5 febbraio 2010
Falda: IdV interroga il min. Prestigiacomo
venerdì 5 febbraio 2010
Peruffo ricevuto all’Unesco
giovedì 4 febbraio 2010
L’Enac: «Riaprite l’aeroporto»
mercoledì 3 febbraio 2010
Lettera al presidente degli Stati Uniti di America pubblicata nel numero estivo di CityLights
Caro presidente, Se non vi disturbo e se il mio messaggio non vi trova mal disposto, vogliate accettare l’umile appello di un giovane che è molto lontano dall’Americae vi chiede aiuto per la realizzazione di un sogno che fino ad oggi non è riuscito ad avverare. Permettete che mi presenti. Il mio nome è Salvatore (....). Sono stato annessionista fin dalla fanciullezza (...) [ma] non ho potuto mostrare palesemente i miei sentimenti (...) seguivo da vicino la libertà politica portata dagli americani, (....) Ci occorre la cosa più essenziale; il vostro appoggio morale. Voi potreste, ed a ragione, chiedere: "Qual’è il fattore più importante che vi spinge a questa lotta per la separazione dall’Italia?” (...) Perché in anni di unità nazionale, o, per essere esatti, in anni di schiavitù all’Italia, siamo stati depredati e trattati come una misera colonia. Per queste ragioni noi vogliamo unirci agli Stati Uniti d’America (...). Signore, vi preghiamo di ricordare che centinaia di migliaia di uomini aspettano d’essere liberati.
È una lettera all’allora presidente Harry Truman di Salvatore Giuliano (1922-1950), notissimo bandito e indipendentista palermitano negli anni dopo la seconda guerra mondiale. All’epoca la Sicilia aveva un suo partitino che sognava la pura e semplice annessione dell’isola a Washington. E Giuliano, bandito per lo Stato, era addirittura “colonnello” nei ranghi dell’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza Siciliana): un misterioso crogiuolo di umori secessionistici locali, connessioni con i servizi segreti americani, contiguità ad ambienti fascisti ma anche socialisti. Ma che c’entra il bandito Giuliano con noi? Beh, le analogie con la situazione vicentina non mancano. Con lo Stato italiano, e Roma capitale, il Veneto ha ormai – si sa – un rapporto conflittuale. Ci sentiamo guardati con sufficienza e disprezzo. La locomotiva economica del paese tira, s’ingegna, lavora, dà moltissimo al paese, mentre Roma – come la cicala della favola – sperpera. Dai oggi, dai domani, viene da pensare, prima o poi qualcosa ci restituiranno. Macchè. Chiedi la TAV, e non ci sono i soldi (ma per il ponte sullo Stretto di Messina, che avrebbe fatto inorridire il bandito Giuliano, sì). Chiedi di tenere un po’ di tasse prodotte sul territorio, e ti guardano come fossi matto. E quando Roma si ricorda di noi, è ancora per chiedere: ci serve fare un’altra base militare, ci date il vostro aeroporto?
A questo punto, guardiamo ai fatti. Vicenza è già oggi la città più americana d’Italia. Con la nuova base lo sarà ancora di più. Per popolazione, numero di installazioni militari (abbiamo perso il conto), presenza abitativa sul territorio. Abbiamo dato i natali ad Amy Adams (diva hollywodiana in irresistibile ascesa, guardatela sculettare bellissima in "La guerra di Charlie Wilson"). Abbiamo stregato il Comandante Petraeus (astro degli alti comandi militari a stelle e strisce), diplomato Sharon Tate, ospitato valanghe di soldati in partenza per la guerra. Abbiamo perfino un vino (il clinto) che si chiama quasi come uno degli ultimi presidenti americani. E se guardate bene la copertina un po’ provocatoria di questo mese, vedrete come si sposano l’architettura vicentina a quella d’oltreoceano: non a caso, si sa, il disegno della Casa Bianca deriva dall’influenza palladiana. E allora, cosa aspettiamo? Fatto 30, facciamo 31: torniamo alla vera madrepatria, assimilata fin da bambini a suon di film e telefilm. Si, chiediamo l’anschluss allo Zio Sam anche noi. Sai i vantaggi poi! Per il popolo delle partite IVA il sistema delle tasse americano sarebbe una manna. Gli hamburger ai vicentini già piacciono e molto. E non sarebbe bellissimo avere al liceo la squadra di football con le majorette e il ballo di fine anno? Attendiamo solo il nostro Salvatore che prenda carta e penna, e scriva: Caro presidente Obama…
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sabato 6 febbraio 2010
Okinawa, eletto il sindaco che si oppone alla nuova base militare americana
lunedì 25 gennaio 2010