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Villette in ritardo. L’arrivo dei parà rischia di slittare | NoDalMolin

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14 giugno 2010

AMERICANI. Problemi in vista della riunificazione della 173ª Brigata

Villette in ritardo. L’arrivo dei parà rischia di slittare

 

Entro il 2012 in città sono attesi 2 mila soldati oggi dislocati in due diverse basi in Germania

Vicenza. Sui monitor americani compare la parola "delay", ritardo. La riunificazione della 173a brigata di paracadutisti, con il trasferimento di quattro battaglioni dalle basi tedesche di Bamberg e Schweinfurt alla Ederle e al Dal Molin potrebbe slittare rispetto al target che si erano prefissati a Washington: entro il 2012.

IL VILLAGGIO. Diciamo subito che il problema non è originato dal cantiere del Dal Molin, che sta rispettando le tabelle di marcia definite con il governo Berlusconi. I guai sorgono invece nella ricerca di residenze all’esterno delle caserme. Nel 2007 era definitivamente tramontato il progetto di realizzare una nuova housing area a Quinto Vicentino, simile al villaggio della pace tra la Stanga e il Foro boario. Incassato il niet urbanistico dell’amministrazione comunale di Quinto, i vertici militari americani hanno deciso di cambiare strategia, pubblicando un bando per raccogliere le migliori offerte mirate non alla realizzazione di un unico grande villaggio, ma alla creazione di mini-aree residenziali, a non più di mezzora di strada da camp Ederle.

GLI INTOPPI. Che le cose non stiano procedendo lisce come l’olio lo si apprende da un servizio firmato da Kent Harris e pubblicato su Stars&Stripes, l’organo di informazione delle truppe di Obama nel mondo. La trattativa con i costruttori italiani si sarebbe arenata sullo scoglio degli investimenti. Gli americani, infatti, non intendono acquistare a titolo definitivo le villette, ma preferirebbero affittarle. I costruttori italiani candidati all’operazione non sono contrari, ma pretendono delle garanzie per ammortizzare gli alti costi di reperimento dei terreni e di costruzione. Per ridurre il rischio di impresa, si chiede agli americani di sottoscrivere contratti a lungo termine.

LA RICERCA. Sono circa 2 mila i soldati in arrivo dalla Germania. Più della metà, circa 1.200, sono single e saranno alloggiati delle barracks edificate al Dal Molin. Chi tiene famiglia, invece, gradisce contesti più residenziali e meno militari. Di qui la caccia all’alloggio, che dovrebbe rispondere a una serie di standard statunitensi, tutti rivolti all’agio e al comfort. Una ricerca commissionata nel 2004 rivela che nel Vicentino non c’è una grande disponibilità di villette con 4 o 5 camere da letto; poche sono pure le abitazioni con tre camere da letto. Devono, quindi, essere realizzate ex novo, ma gli italiani non vorrebbero trovarsi senza inquilini nel giro di pochi anni in virtù dell’ampio turn over delle truppe. Restano due anni per risolvere il problema: «La nostra intenzione - dichiara Bruce Anderson, funzionario per le pubbliche relazioni della garrison vicentina - è quella di rispettare il cronoprogramma».

Gian Marco Mancassola

Tratto da Il Giornale di Vicenza

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