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Vicenza non è una città di guerra: i NoDalMolin tagliano le reti e entrano nell’area militare USA | No DalMolin

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12 maggio 2012

Vicenza non è una città di guerra: i NoDalMolin tagliano le reti e entrano nell’area militare USA

 

I NoDalMolin tagliano le reti del cantiere Usa e entrano nell’area. Poi restituiscono simbolicamente la rete tagliata ai generali statunitensi presenti al convegno della guerra: "riprendetevi i vostri rifiuti speciali!"

Secondo Alifuoco e Giulianati doveva la giornata nella quale si seppellivano gli ultimi sei anni di storia della nostra città - fatti di partecipazione, democrazia e indignazione - per mettere Vicenza al centro delle trame belliche ed economiche statunitensi e favorire le potenti lobby che lucrano sulla guerra. Invece, sabato 12 maggio è stata un’altra giornata di coloro che praticano partecipazione e democrazia opponendosi alla guerra e alla devastazione ambientale.

Questa mattina, infatti, un’ottantina di donne e uomini del movimento NoDalMolin hanno tagliato le reti della base militare statunitense al Dal Molin per entrare nell’area per affiggere alcuni striscioni. Sulle palazzine della base Usa è stato scritto "No War" e "Difendiamo la falda acquifera", mentre un pezzo della rete è stato portato via per poi venire simbolicamente riconsegnato, poche ore dopo, ai generali a stelle e striscie come rifiuto speciale.

«I generali statunitensi calpestano casa nostra – hanno detto i NoDalMolin – e noi entriamo in quella che loro considerano una loro area inviolabile e invalicabile per i cittadini vicentini. Alifuoco e Giulianati vogliono far credere che la base Usa è un’opportunità per la città: la verità, come sappiamo, è che l’installazione militare ha già devastato il nostro territorio, prima ancora di essere inaugurata».

Insomma, a Vicenza le basi Usa non sono di casa e, nonostante le tante telecamere e le misure di sicurezza, i vicentini vi entrano quando vogliono; il miglior modo per rispondere a chi rivendica democrazia parlando di guerra.

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