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Via gli elicotteri Esperia dal Dal Molin. Subito. | No DalMolin

Questa terra è la nostra terra.


18 aprile 2010

Via gli elicotteri Esperia dal Dal Molin. Subito.

 

Parco della pace: gli ordini del giorno approvati dal consiglio comunale di martedì 13 aprile a palazzo Trissino sono importanti, ma ancora non bastano.

Con la decisione presa dal consiglio comunale di destinarel’intera area ad est della Base a parco cittadino, ribadita con maggiore chiarezza dall’ordine del giorno di Vicenza Libera - approvato anch’esso dalla maggioranza - che rifiuta ogni concessione di volo ad aerei ed elicotteri all’interno dell’area, oggi possiamo festeggiare ma non dimenticare che la partita sull’eliporto è ancora aperta.

Vediamo infatti chi sono i soggetti che vogliono mettere un piede dentro al DalMolin.

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Lupo Rattazzi
Presidente di Esperia Aviation

Esperia aviation service: dietro il nome roboante opera una società romana fondata da Lupo Rattazzi, figlio di Susanna Agnelli e socio amministratore della Ifi, la società cioè che amministra e distribuisce i profitti del gruppo Fiat. Ha costituito questa società assieme ad altri rampolli della nobiltà romana per fornire ai propri simili la possibilità di partire dall’areoporto dell’Urbe - cioè di Roma centro - e raggiungere in elicottero Cortina e altre località di vacanza.

Augusta Westland, società del gruppo pubblico Finmeccanica, è specializzata invece nella fabbricazione di elicotteri da combattimento tipo il famoso Apache impiegato nei diversi scenari di guerra, ma anche in velivoli per il trasporto civile come quelli forniti alla Esperia: veivoli di lusso e per pochi intimi.

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Chinook CH 47F
Uno dei tanti elicotteri da guerra prodotto da Augusta Westland

Le due società insieme hanno costituito una partnership e attivato ricerche per individuare "soluzioni per lo sviluppo organico del trasporto elicotteristico e fare luce sulle caratteristiche peculiari degli elicotteri e dei veicoli a decollo verticale..."(dal testo ufficiale).

Dopo Roma Esperia definisce Vicenza come l’eliporto più importante che l’Enac ha concesso ai piani di sviluppo della società e, quindi, dobbiamo stare molto attenti a non sottovalutare l’interesse e la forza che questi due colossi dell’elicotteristica possono esercitare su Enac e sul governo per mantenere una posizione dentro al Dal Molin che per ora è stata definita provvisoria (un anno), ma che sarà sicuramente oggetto di un lungo braccio di ferro.

Quanto deciso in consiglio comunale è quindi importante ma non basta: finchè l’area resta in mano al demanio pubblico - cioè al governo - e l’Enac esercita il controllo sull’areoporto - cioè concede ai privati la possibilità di utilizzare l’area, gli hangar e le officine - non possiamo abbassare la guardia e aspettare in silenzio perchè gli abitanti di Vicenza, e in particolare dei quartieri attorno al Dal Molin, hanno già dato abbastanza per quanto riguarda traffico, inquinamento e rumore.

Un eliporto e magari in futuro anche un vertiporto significano il realizzarsi di uno scenario infernale ed invivibile: altro che parco della pace!
Ecco perchè apprezziamo e festeggiamo la decisione del Comune di destinare l’intera area non occupata dalla base statunitense a parco della città, ma continueremo a mobilitarci per far capire ad Enac, Esperia edAugusta che non possono occupare una parte neanche piccola di questo parco.

Firma la petizione no all’eliporto, no al vertiporto

TAG: Primo piano iniziative comune altrocomune appelli parco della pace
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