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Una giornata con i No Muos | NoDalMolin

Vicenza libera dalle servitù militari.


29 agosto 2013

Una giornata con i No Muos

 

Altra giornata piena di emozioni al Festival No Dal Molin. Mercoledì 28 agosto ci sono venuti a trovare dalla Sicilia Antonio Mazzeo, giornalista, e Fabio D’Alessandro, attivista No Muos. Hanno raccontato la loro storia al pubblico vicentino per un’ora e mezza (e si sarebbe potuto andare avanti per ore) e per il resto della serata sono rimasti in mezzo a noi.

Un problema accomuna Vicenza e Niscemi: la sottrazione indebita del territorio al suo popolo per darlo agli statunitensi, che nelle basi si addestrano per portare bombardamenti e morte nel mondo. Gli statunitensi rubano la nostra terra violando la nostra sovranità, in quanto i terreni vengono loro concessi in base a degli accordi segreti del 1954 di cui non possiamo sapere i dettagli, ci tolgono parte di territorio, elemento costitutivo di una Nazione, e minano il nostro diritto alla salute. A Niscemi poi la questione è ancora più grave perché la zona in cui è costruita la base è un’area naturale protetta e le antenne (che non sono semplici radar per intercettare eventuali attacchi, come si vuol far credere, ma antenne per comandare a distanza i famosi droni, così da poter fare i soliti stermini di soldati e civili indifferentemente, senza dover spostarsi troppo da casa; questa mania di giocare alla guerra che li accompagna anche in età adulta…) emettono onde elettromagnetiche che oltre ad essere pericolose per la salute possono interferire con i computer di bordo degli aerei che sorvolano la Sicilia, mandando in tilt l’intero traffico aereo.

Il movimento No Muos è piuttosto recente e giovane. Ma è cresciuto in fretta ed è maturato. Un esempio ne sono “Le mamme del No Muos” che mentre all’inizio erano preoccupate principalmente per gli effetti sull’ambiente e sulla salute delle antenne, dopo aver partecipato agli incontri organizzati dal movimento, tra cui uno con dei rappresentanti di Medici Senza Frontiere che hanno spiegato gli effetti degli attacchi dei droni sui civili, sono diventate più fortemente antimilitariste degli altri e per cinque giorni si sono svegliate alle 5 della mattina e si sono sdraiate a terra, sulla strada, per bloccare camion e gru e impedire la continuazione dei lavori. Un movimento che unisce scout e anarchici non può essere una cosa da poco. C’è un’intera popolazione che si oppone, di generazioni ed estrazioni sociali diverse, in una regione come la Sicilia, fortemente tradizionale.

I No Muos sono piuttosto delusi dal loro Presidente della Regione, Crocetta. In campagna elettorale aveva promesso di ritirare il permesso concesso agli statunitensi dal suo predecessore, ma evidentemente interessi superiori gli hanno fatto cambiare idea. Anzi, è arrivato a dire che i No Muos sono finanziati da Cosa Nostra. A Vicenza ci sentiamo profondamente vicini ai nostri amici, che devono fare i conti con questa accusa non solo ridicola, ma anche raccapricciante. Perché loro il boss locale lo conoscono sì, ma non perché ci collaborano. Il boss va in mezzo a loro nelle piazze e agli incontri, per spaventarli e intimidirli, per far loro sapere che li conosce, che sa chi è che rallenta i suoi affari. Anche per questo è stato ancora più importante per loro essersi ritrovati in 2000 il 9 Agosto dentro alla base, quando hanno preso in mano le cesoie per cercare di riprendersi ciò che gli appartiene.

L’anno prossimo sarà il 60° anniversario di questi fantomatici accordi bilaterali. Sarà il caso di dire basta? Ne parleremo ancora domenica durante una conferenza globale, in cui avremo l’occasione di sapere anche cosa ne pensano per esempio in Giappone, dove già sanno qualcosa dei terribili pericoli che possono derivare dagli Osprey, gli aerei che decollano come elicotteri.

Intanto anche a Vicenza abbiamo nuove gatte da pelare. Il 7 settembre ci sarà un convegno neo-nazista proprio nella nostra città. Noi non siamo contro la libertà di espressione, ovviamente, ma qui sono in gioco l’incitazione alla violenza e alla xenofobia. Ulteriori dettagli qui.

Comunque finalmente il tempo ci ha dato tregua e abbiamo potuto chiudere la giornata ballando e saltando con i Modena City Ramblers che come al solito tengono alti gli spiriti e rallegrano la notte vicentina. Speriamo continui così!!

TAG: Festival dibattitifestival Usa guerra