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Spazio Libreria al Festival NoDalMolin 2010 | No DalMolin

Questa terra è la nostra terra.


26 agosto 2010

Spazio Libreria al Festival NoDalMolin 2010

 

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Come l’anno scorso, al Festival NoDalMolin c’è anche la libreria dove, oltre a trovare ottime letture, sarà possibile ascoltare molte presentazioni di libri.

Giovedì 2 settembre, ore 20.00
“L’acqua è una merce. Perché è giusto e possibile arginare la privatizzazione”, di Luca Martinelli (Altreconomia, 2010)
Apre l’incontro, Valter Bonan.

L’acqua è ormai una merce. E con la benedizione di politici e media si appresta a diventare -da bene comune e diritto di tutti- un affare per pochi. Una torbida verità la cui fonte è la recente riforma dei servizi pubblici locali. Questo libro ricostruisce la storia della privatizzazione dell’acqua in Italia dal 1994 a oggi, dimostrando come e perché la gestione pubblica degli acquedotti può essere la più efficiente. Per tenere, come scrive Erri De Luca nel prezioso testo inedito che apre il libro, “il conto delle gocce” (tratto da www.altreconomia.it).


Lunedì 6 settembre, ore 20.00
“Storie di anarchici e di spie. Polizia e politica nell’Italia liberale”, di Piero Brunello (Donzelli, 2010).

L’incontro segreto tra un gruppo di anarchici appena fuori Padova, nel 1881, viene intercettato per tempo dalla polizia, che interviene e arresta i partecipanti. Prendono le mosse da qui le storie che si svolgono nel decennio precedente in diverse città d’Italia e in Svizzera, e che confluiscono in quel raduno clandestino. Niente omicidi, niente bombe. Sorveglianza, piuttosto: un’investigazione muta e perlopiù inavvertita, che produce segnalazioni, fotografie, rapporti, prospetti, schede, bollettini, registri, fascicoli, archivi – una raccolta di dati spesso misteriosi o poco chiari, e tanto più scrupolosa quanto più quei dati si rivelano difficili da decifrare. Gli anni in cui si chiude la vicenda segnano una fase importante nell’organizzazione della polizia in Italia. Viene infatti istituito un Ufficio politico, prende forma un registro biografico delle persone sospette che si trasformerà nell’enorme Casellario politico del regime fascista; le questure cominciano a usare foto segnaletiche e ad assumere agenti in borghese, e viene organizzato un servizio di polizia internazionale. L’ideale è disporre di tanti archivi quante sono le questure, e qui raccogliere la biografia di ognuno. Le carte di polizia, a cui solitamente si ricorre per far luce sulle vicende dei sovversivi, vengono utilizzate nel volume per ricostruire il funzionamento dei meccanismi di controllo messi in atto dagli apparati statali. Protagonista di queste storie è in ultima istanza la schedatura stessa, l’incontro tra l’occhio del poliziotto e la pratica dell’archivista.


Martedì 7 settembre, ore 19.00
“Il popolo delle pentole. Storia del presidio permanente No Dal Molin (2005-2009)”, di Guido Lanaro (Quaderni di StoriAmestre, inverno 2009-2010).

“Gli iraniani che protestano contro i brogli elettorali sono dei martiri; i vicentini che tentano di impedire la colonizzazione della propria città sono dei delinquenti. Se il governo cinese che invia duemila soldati per reprimere le sommosse degli Uiguri è un regime, il governo italiano che invia duemila agenti per difendere dei cumuli di macerie da anziani, famiglie e bambini come può essere definito? Prima che l’ombra dell’epilogo (positivo o negativo che sia) si posi su ciò che è stato il No Dal Molin, prima che – la storia insegna – fatti e significati vengano stravolti, è stato giusto raccontare del movimento e della sua genesi, e metterne in risalto l’eccezionalità e l’importanza.”


Mercoledì 8 settembre, ore 19.00
“Tutto fumo e niente Ariosto”, di Ruben Toms (Fermento, 2009)

Il protagonista di Tutto fumo niente Ariosto, Mauro Viero, una notte sogna un agente Fbi che vuole arrestarlo con l’accusa di avere scritto delle lettere al Presidente degli Stati Uniti d’America riguardo Leonard Peltier. Sembrerebbe solo un sogno, ma le cose si complicano quando il sogno inizia a intrecciarsi con la realtà. Entrano in gioco svariati personaggi: una transessuale con un nome d’arte particolare e una ragazza che suona il basso in una cover band dei Ramones. Un’avvocatessa e una commissaria di polizia che dimostrano subito un interesse reciproco. Un agente federale italo-americano e un oscuro personaggio nipote di un famoso medico nazista. La storia prosegue portando Mauro Viero in un susseguirsi rocambolesco di eventi, raccontati in maniera morbosa e distorta dalla stampa scandalistica. Inseguimenti, storie d’amore, senatori curiosi e programmi di modificazione comportamentale si alternano fino al colpo di scena finale. Ma la fine di un sogno è il ritorno alla realtà, o è la realtà che rappresenta la continuazione del sogno? È quello che scoprirete in questo libro, con le sue innumerevoli chiavi di interpretazione.


Giovedì 9 settembre, ore 20.00
“La civiltà del riuso. Riparare, riutilizzare, ridurre”, di Guido Viale (Laterza, 2010).

Partecipa all’incontro la cooperativa sociale Insieme.

Usato come nuovo, usato perché è ecologico, usato perché non posso fare altrimenti, usato perché mi ricorda qualcosa o qualcuno: le cose hanno una vita che ci riguarda da vicino. Molto di più di quanto crediamo. Potrebbero essere loro il fulcro della civiltà del terzo millennio.
Non facciamo mai caso che in albergo, al ristorante, al bar, al cinema, dormiamo tra lenzuola e mangiamo in piatti già usati centinaia di volte, ci mettiamo in bocca posate che altri hanno già utilizzato, ci accomodiamo su sedie e poltrone che hanno già sostenuto molti altri corpi. L’appartamento dove viviamo, se non è di nuova costruzione, è già stato abitato da molte altre famiglie. Le città che frequentiamo sono già state utilizzate per centinaia o migliaia di anni. L’intero pianeta è stato ed è usato e condiviso da miliardi di altri esseri umani. Dono, baratto, condivisione, abbandono, esproprio e saccheggio hanno da sempre un peso molto maggiore di quanto si pensi: l’atteggiamento, i sentimenti e le finalità che accompagnano queste azioni ci svelano la realtà del nostro rapporto con le cose, che è quasi sempre carico di senso e di affetti, ben più delle pulsioni o dei ragionamenti che guidano all’acquisto del ‘nuovo’, dove prevalgono invece sensazioni e scelte imposte dal mercato. Ma il riuso ha potenzialità nascoste: perché le cose che scartiamo ogni giorno sono tantissime e perché il recupero conviene sia a chi cede che a chi acquisisce, riduce il prelievo di materie prime e la produzione di rifiuti, promuove condivisione e commistione di gusti e stili di vita, aumenta l’occupazione. Promuovere il riuso si può fare in breve tempo e con poche risorse.


Venerdì 10 settembre, ore 19.00
Per amore o per forza. Femminilizzazione del lavoro e biopolitiche del corpo”, di Cristina Morini (Ombre Corte, 2010).

La condizione delle donne - questa la tesi dell’ospite di oggi, Cristina Morini, autrice del libro Per amore o per forza - può essere interpretata solo all’interno dell’insieme dei dispositivi di assoggettamento e di sfruttamento, di controllo e di espropriazione, vale a dire nel quadro generale della "razionalità politica" che caratterizza la nostra epoca. Una nuova economia politica fondata non solo sulla messa al lavoro della vita in generale, ma anche sullo spostamento del baricentro della produzione: dall’economia dei beni materiali alla sempre più centrale mobilitazione delle risorse cognitive, linguistiche, affettive, cooperative, sociali. In questo contesto, la "femminilizzazione" del lavoro non è solo il nome di un fenomeno che implicherebbe l’ingresso massiccio delle donne nella sfera della produzione. Divenendo paradigma generale, essa è anche e soprattutto il nome di un’estensione paurosa, che riguarda tutti i lavoratori, delle condizioni di sfruttamento e di assoggettamento storicamente riservate alle donne. Un’analisi sociale ed economica, quella della Morini, che apre all’interpretazione della realtà in chiave soggettiva e politica. (tratto da Fahrenheit http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=318293#)


Sabato 11 settembre, ore 20.00
“Global warming. Immagini che producono azioni”, Aa. Vv (NdA Press, 2010). 28 fumetti inediti contro il riscaldamento globale.
Con Claudio Calia.

[...] Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto. Dopo sei anni e sei antologie intitolate Sherwood Comix, il progetto doveva cambiare, volevamo che diventasse più coinvolgente rispetto al nostro mondo di riferimento, quello da cui questi libri hanno tratto ispirazione e ragione d’essere: la redazione della radio libera più longeva del nostro paese e il variegato arcipelago dei centri sociali. Per farlo abbiamo intrapreso un percorso di ricerca nel nostro mondo, sfruttando le decine di presentazioni in spazi sociali e librerie di questi anni per intessere rapporti, fare rete con altri interessati a questo meraviglioso linguaggio che pensiamo sia il fumetto. E’ con gioia dunque che ci ritroviamo a scrivere questa prefazione per un settimo volume che in realtà è il primo volume di una nuova esperienza: Sherwood Comix incontra Burp! Deliri Grafico Intestinali, una realtà emergente dalle serate del SottoSuono Lab del TPO di Bologna, una rivista che ha già dimostrato con le sue uscite bimestrali di essere un progetto serio e portato avanti con costanza, professionalità e indipendenza. Ed è questo che ci stava e ci sta a cuore dimostrare: non c’è indipendenza senza impegno, e si può essere fieramente indipendenti anche collocandosi nel mercato delle librerie di varia. Spesso sentiamo dire che il fumetto ha bisogno di contenuti maturi per poter essere considerato alla stregua di altri linguaggi, ma troppe volte ci si ferma a questa considerazione senza agire conseguentemente, senza realizzarli, i fumetti maturi, quasi che bastasse la dichiarazione di intenti per consolarci con una virtuale pacca sulle spalle, tornando come autori a raccontare di vigilantes in calzamaglia, cow boy macho o indagatori dell’incubo con problemi relazionali. […]
(dalla postfazione di Claudio Calia e Emiliano Rabuiti)

* La libreria è stata allestista con materiali di recupero: si ringrazia la cooperativa sociale Insieme per l’aiuto.

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