Warning: array_shift() [function.array-shift]: The argument should be an array in /web/htdocs/www.nodalmolin.it/home/config/ecran_securite.php on line 283
«Se è stata colpita la falda i danni saranno irreparabili» | No DalMolin

Questa terra è la nostra terra.


3 febbraio 2010

«Se è stata colpita la falda i danni saranno irreparabili»

 

Il direttore del centro di Novoledo Altissimo:«Ignorate le osservazioni alla Valutazione d’incidenza ambientale». I pali per le fondamenta avrebbero provocato il fenomeno del drenaggio. «Serve più trasparenza»
Vedi le foto e la denuncia del Presidio.

Se effettivamente un danno alla falda c’è stato, questo sarà irreparabile. A dirlo non sono i comitati contrari alla base
Usa al Dal Molin, ma - da tecnico - il direttore del consorzio
idrico di Novoledo, Lorenzo Altissim
o. Non si schiera né come
favorevole, né come contrario all’insediamento militare ma
analizza - con i dati (limitati) in possesso - quello che sta accadendo nell’area di cantiere. Con alcune premesse: Altissimo ricorda come il Comune avesse chiesto al suo ufficio di effettuare delle osservazioni alla valutazione d’incidenza ambientale (Vinca). «Lavoro svolto – spiega
il direttore - anche con l’ausilio di geotecnici arrivando alla
conclusione che i micropali non bastavano come fondamenta
per edifici alti oltre 2 metri, ma che servivano pali con una
profondità di almeno 18 metri». E questo si è rivelato poi il
metodo seguito dai committenti del cantiere. Il centro idrico di
Novoledo aveva anche previsto un innalzamento della falda acquifera di circa 25 centimetri
con un calcolo stimato utilizzando un sistema matematico calibrato sul Dal Molin, «ma le nostre osservazioni consegnate al Comune non sono state tenute in considerazione».

L’ente di controllo dell’acqua non nasconde i propri timori sulla situazione attuale della falda superficiale. Mancano i dati per misurare la falda prima che venissero impiantati i pali sotto terra, «ma dai pozzi piezometrici installati nel lato vest del Dal Molin, i committenti potrebbero ricavare questo dato e calcolare la situazione ad oggi».

Il dottore Altissimo ha avuto modo di vedere le fotografie scattate dal Presidio nel blitz di domenica: «Da quel che vedo, l’acqua ha invaso le fondamenta e le trincee scavate». Per il direttore si tratta del fenomeno di “drenaggio”: «In pratica in un terreno umido, appena si scava un buco, l’acqua tende a occuparlo, fuoriuscendo dal terreno circostante. Evidentemente le fondazioni realizzate hanno dato questo risultato non voluto».

Sui danni presunti alla falda il rischio esisterebbe: «Se un terreno permeabile vengono impiantati pali in cemento impermeabili, la falda in qualche misura viene deviata e deve trovare un altro percorso di movimento – argomenta Altissimo – impossibile sapere dove defluirà l’acqua, si dovrebbe conoscere la permeabilità del terreno punto per punto». Quel che è certo è che se il danno alla falda c’è stato, questo è irreversibile: «Si dovrebbero togliere i pali – prosegue il direttore del centro idrico – ma nel momento in cui lo si fa resta il buco e questo si riempirebbe d’acqua». È come infilare una matita in una marmellata densa per poi toglierla: la voragine rimarrebbe.

L’ultima considerazione – sempre di ordine tecnico – è sui committenti dell’opera: «Sono dispiaciuto – conclude Lorenzo Altissimo – se i committenti hanno qualche dubbio sui lavori in corso dovrebbero per lo meno mettere a disposizione i dati raccolti per fare delle verifiche o far effettuare degli studi da un ente terzo, senza commissionarli come fatto fin’ora al loro interno»

Mattia Sopelsa
Il Vicenza - ePolis, p.16
3 febbraio 2010

TAG: Primo piano Il Vicenza comune dal molin commissario