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Pistole e pestaggi | No DalMolin

Questa terra è la nostra terra.


24 aprile 2010

Pistole e pestaggi

 

Questa volta i Carabinieri l’hanno combinata grossa: di fronte alle donne e agli uomini che si apprestavano ai lavori di giardinaggio all’interno del Parco della Pace, infatti, si sono presentati con le pistole in pugno. «Procedura d’intervento normale», ha poi dichiarato il comandante, dimenticandosi che questa è l’Italia, Europa, e non l’Iran, dove si le armi da fuoco sono procedura normale.

Poi, dopo aver capito che la giustificazione non reggeva, hanno confezionato per i giornalisti – sempre pronti, guarda caso, a trasformare le loro dichiarazioni in realtà – una storiella fantasiosa nel quale un brigadiere, pestato dai NoDalMolin, avrebbe avuto sette giorni di prognosi; e solo a causa del pestaggio – proseguono i cantastorie in divisa – i militari avrebbero estratto le armi.

E’ il caso, allora, di ricostruire gli avvenimenti.Foto e video che abbiamo pubblicato, del resto, parlano chiaro.

14.30 I NoDalMolin iniziano a tagliare la rete. La pattuglia dei Carabinieri, parcheggiata a circa 50 metri se ne accorge e si avvicina velocemente ai manifestanti. Dall’auto scendono i due militari che, armi in pugno, intimano di allontanarsi immediatamente dall’area con fare minaccioso. Dopo alcuni minuti i due carabinieri, riportati a più miti, ripongono le armi nelle fodere.

14.33 Arrivano i primi funzionari della Digos; la situazione è tranquilla, un’ottantina di persone è già oltre la recinzione tagliata e si siede sull’ingresso.

14.35 Altre persone raggiungono la recinzione tagliata ed entrano all’interno dell’area civile del Dal Molin; all’esterno, intanto, si inizia la distribuzione di volantini agli automobilisti di passaggio.

14.37 Arriva a sirene spiegate una seconda volante dei carabinieri. Ne scende un graduato che, velocemente, si avvicina al varco della recinzione e, arrivato nei pressi dell’ingresso, spintona due persone facendo cadere un anziano; viene allontanato, con un altro spintone, da chi sta intorno. Subito dopo intervengono gli uomini della Digos che allontanano i facinorosi – ovvero il carabiniere – spiegandogli che è già in arrivo un dirigente della questura e non c’è alcuna ragione di agitarsi.

14.45 Il carabiniere facinoroso è ancora in zona

15.00 Il Carabiniere facinoroso non se n’è ancora andato

15.30 Il Carabiniere facinoroso si avvicina alla volante (qualcuno gli ha suggerito di sentire qualche dolorino?)

19.00 Le agenzie stampa diffondono le dichiarazioni del comandante dei carabinieri; si scopre che il suo sottoposto facinoroso è un brigadiere che, recatosi in pronto soccorso, ha chiesto il timbro ospedaliero sotto una prognosi di sette giorni. Non è specificata la motivazione.

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