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Mister Luna Park: «Io sto con loro. E se serve finanzio la contestazione» | No DalMolin

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vicenza
18 dicembre 2013

Mister Luna Park: «Io sto con loro. E se serve finanzio la contestazione»

 

Il vicentino Alberto Zamperla guida un’azienda da 60 milioni di fatturato. L’imprenditore regala panini al presidio. «Si rischia un bagno di sangue»

L’imprenditore delle giostre appoggia i contestatori e si dice «pronto a pagare loro i pullman se andranno a manifestare a Roma». Ha rilanciato il luna park più famoso al mondo, quello di Coney Island a New York, e di recente ha tirato fuori dal cilindro il progetto di un parco dei divertimenti all’isola di San Biagio, in piena laguna di Venezia. Alberto Zamperla, a capo della «Zamperla Spa» di Altavilla Vicentina (fatturato che si aggira intorno ai 60 milioni l’anno), costruisce attrazioni in mezzo mondo e intanto offre appoggio logistico ai piccoli imprenditori e artigiani che da lunedì presidiano il casello autostradale di Montecchio Maggiore, con pesanti ripercussioni sul traffico. Non è il solo imprenditore a farlo: altri portano alla protesta viveri e gazebo, ma in pochi ci mettono la faccia.

Zamperla, sta finanziando la protesta? «Premessa: sono per principio contro i blocchi e per la legalità. Detto questo, vedo che la classe politica è sempre più distante dal popolo e dalle sue difficoltà, a volte mi pare che ci troviamo di fronte a una dittatura. Questi politici non sono stati eletti democraticamente, lo dice anche la Corte Costituzionale, e a Roma non vedo nessuna voglia di cambiamento. Ecco perché sostengo questi signori».

In che modo li aiuta? «Vorrei essere presente di persona al presidio, ma gli impegni di lavoro non me lo permettono: domenica sono tornato da New York, partirò per la Slovacchia dove sta nascendo una nuova realtà industriale. Mi sento un po’ in colpa, così ho preso una cinquantina di panini al salame e li ho fatti recapitare al presidio, per far capire loro che non sono soli. L’ho fatto più volte in questi giorni».

È in contatto con i leader della protesta, con le sigle come la Life, i liberi imprenditori federalisti europei, che nel Vicentino hanno dato il via ai blocchi? «Non li conosco, il mio è stato un supporto spontaneo, che viene dal cuore. Quando la protesta era in preparazione io ero negli Usa, al mio ritorno mi ci sono trovato in mezzo perché ho l’azienda vicino al casello autostradale, e mi sono sentito solidale con loro».

Oltre ai panini, sostiene anche finanziariamente la protesta? «Per il momento no, ma se avranno bisogno di sovvenzioni sono pronto a fare la mia parte. Per esempio se dovranno affittare dei pullman per andare a Roma a protestare, sono pronto ad aiutarli».

Quale messaggio vuole mandare alla politica? «Che qui gli imprenditori si suicidano, due giorni fa lo ha fatto uno ad Arzignano, la gente è arrivata a gesti estremi e siamo fortunati che non sia iniziato un bagno di sangue. È questo il rischio, se la politica non si rende conto di difficoltà in cui versa il paese. Il Presidente della Repubblica dice da anni che bisogna fare le riforme istituzionali, la Banca d’Italia sostiene che la pressione fiscale è troppo alta. E il governo che fa? Niente. Io non voglio la rivoluzione, il mio augurio è che gli uomini che governano l’Italia capiscano che devono avere più coraggio ».

Qualche idea? «Basterebbe defiscalizzare le tredicesime, una misura che avrebbe un grande effetto sulla popolazione».

di Giulio Todescan

Tratto dal Corriere Veneto

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