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L’AVARO INTERROTTO: la compagnia "La Piccionaia - i Carrara" al Festival NoDalMolin per i Beni comuni | NoDalMolin

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1 settembre 2011

L’AVARO INTERROTTO: la compagnia "La Piccionaia - i Carrara" al Festival NoDalMolin per i Beni comuni

 

Sabato 10 settembre alle ore 20.30, al Park Farini (Parco Fornaci) di Vicenza, nell’ambito del Festival NoDalMolin, La Piccionaia - I Carrara presenta una prova aperta della produzione L’AVARO IN BLUES dal titolo
“ L’AVARO INTERROTTO”

con Marco Artusi, Evarossella
Biolo, Matteo Cremon, Davide Dolores, Igi Meggiorin, Beatrice Niero
(Vicenza – 10.09.2011) - In occasione del festival NoDalMolin la Compagnia ha deciso di presentare una prova aperta di mezz’ora della nuova produzione “L’Avaro in blues” che debutterà al Teatro Astra di Vicenza in Prima Nazionale il 21 gennaio 2012 con la regia di Ketti Grunchi. A seguire una narrazione di Carlo Presotto della nascita e del percorso compiuto dal gruppo “La Piccionaia-Tradimenti”.

Frammenti di “lavori in corso” nelle prove dell’allestimento dello spettacolo vengono presentate alla Città assieme ad una narrazione di Carlo Presotto, Direttore Artistico della Piccionaia, del percorso di ricerca non solo riguardante lo spettacolo stesso ma anche la nascita e l’evoluzione del gruppo “La Piccionaia - Tradimenti” nato da qualche anno all’interno della Compagnia stessa.

Nell’Avaro Molière si ispira ad una delle più celebri commedie di Plauto, “Aulularia”, e la ricompone su una partitura intonata alla Commedia dell’Arte.
Ketti Grunchi, Marco Artusi e Carlo Presotto, assieme al gruppo “Tradimenti”, stanno seguendo dei percorsi di lavoro per l’ inserimento della figura dell’Avaro e della famiglia che gli vive attorno in un tessuto sociale più simile ai giorni nostri e allo stesso tempo conducono una indagine sul concetto stesso di avarizia come attaccamento al denaro e al potere che ad esso si accompagna.
La famiglia dell’Avaro è un microcosmo dove amori, odi, invidie, imbrogli, alleanze e menzogne muovono dei motori drammatici quasi come in una società in miniatura. Ma la casa dell’avaro ospita emarginati e personaggi al limite della realtà, raccontando una storia di scarpe rotte, stoviglie sbrecciate, candele accese, pentole vuote… dove il blues, musica fatta di niente che da sempre abita i sobborghi, diventa la sua colonna sonora.
Il risultato è quello di proiettare tra le risate il personaggio dell’Avaro nella realtà, di sottrarlo dalla parodia di mestiere, per ritrovarne la complessità, la solitudine e le ragioni. Un testo della tradizione popolare diventa paradigma delle passioni umane: l’amore, la paura della perdita, l’odio, la gelosia. L’attaccamento al potere, il rapporto tra le generazioni, la brama di ricchezza. Che portate alla loro massima potenza diventano motivo di comicità e di ripensamento.
Ma “L’ Avaro in blues” è anche occasione di un accoppiamento inusuale e allo stesso tempo fedele ad una tradizione storica del Teatro Popolare: quello tra il teatro e la musica dal vivo. L’obiettivo rimane sempre quello di affondare la mente e il corpo in un Teatro Popolare capace di entrare nell’intimo di un pubblico molto vasto, andando a rimescolare simboli, archetipi, memorie, mantenendo allo stesso tempo la capacità della risata e la tensione drammatica. 

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