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Difendiamo la storia di Vicenza | No DalMolin

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31 gennaio 2010

Difendiamo la storia di Vicenza

 

Ritrovamenti e indagini archeologici rivelano al Dal Molin un sito di interesse culturale e archeologico inaspettato. Sono stati fatti i necessari accertamenti? La fretta del cantiere ci porterà a coprire tutto con una colata di cemento?

Recentemente le indagini archeologiche della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto hanno confermato l’esistenza di reperti e manufatti nel terreno dove si sta costruendo la nuova base americana. Il rapporto pubblicato dall’ente configura l’esistenza di un villaggio paleoveneto risalente ad un’epoca antecedente di molti secoli a quella finora ritenuta originaria. Oltre ai previsti resti dell’acquedotto romano ci sono tracce di un canale, abitazioni, pavimenti del Settecento ma soprattutto i sorprendenti segni di un insediamento del neolitico che nessuno si aspettava.«È un dato di grande interesse in quanto fin’ora non erano noti elementi di conoscenza riferibili a presenze di epoca così antica in questa zona limitrofa al centro urbano di Vicenza» afferma Vincenzo Tiné della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto.

Oggi il rischio è quello che tutto finisca sepolto per sempre sotto le fondamenta della caserma americana. Eppure già nel 2007 lo stesso ente, con una lettera al commissario Costa, aveva avvisato il Governo della possibilità che la costruzione della base andasse a distruggere reperti di interesse storico. Dava quindi indicazioni per rilievi che andavano fatti: indagini di tipo geofisico, elettrico e magnetico, georadar, riprese aerofotografiche in differenti condizioni di luce con l’impiego anche di infrarossi, e chiudeva il rapporto affermando: “l’eventuale rinvenimento di strutture architettoniche sepolte di interesse culturale qualora intereferenti con il sedime del nuovo insediamento, condizionerà l’ubicazione delle nuove opere”.

Sono stati effettuati i necessari accertamenti? Il timore è che il pericolo che la questione rallentasse l’avvio del cantiere abbia spinto qualcuno a chiudere in un cassetto la richiesta.
Ed ora che i ritrovamenti sono stati effettuati, è prevista la revisione del progetto tale da non interferire con i resti?
Il Giornale di Vicenza (19/01/2010, p.19) già prefigura che in ogni caso le sorprendenti scoperte “difficilmente fermeranno i lavori per la base Usa al Dal Molin”. Come a dire che la fretta di portare a termine la caserma permette di ignorare la scoperta di reperti di interesse storico. Dubitiamo che questo sia previsto dalla Costituzione.
Il Sindaco ha liquidato la questione invitando la Soprintendenza «ad intervenire a tutela di beni che sono posti sotto la sua responsabilità e la sua competenza».
Il popolo delle pentole ha deciso di spingere gli enti responsabili a difendere la storia di Vicenza. Prima con la sua presenza al consiglio comunale di giovedì 21 gennaio, il giorno successivo con una protesta sotto le finestre della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto.

L’appuntamento è quindi venerdì 22 alle ore 8:45 presso la stazione di Vicenza per raggiungere alle 10 la sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto a Padova, in via Aquileia 7.

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TAG: dal molin appelli
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