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Desecretazione degli accordi militari Usa Italia: la versione dellambasciatore Spogli | No DalMolin

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23 settembre 2012

Desecretazione degli accordi militari Usa Italia: la versione dellambasciatore Spogli

 

Pubblichiamo un cablogramma dell’ambasciata Usa in Italia nel quale Ronard Spogli sconsigliava la desecretazione degli accordi del 1954. Questa scelta "potrebbe - scrive l’ex ambasciatore - restringere la nostra libertà di azione circa le forze attualmente dislocate in Italia"

NOTA INTERNA DELL’AMBASCIATORE SPOGLI CIRCA LA RICHIESTA ITALIANA DI DESECRETAZIONE DEL BILATERAL INFRASTRUCTURE AGREEMENT (BIA)

DIVISIONE CONFIDENZIALE 01 DI O2 ROMA 001322

SIPDIS
(sigla che definisce la confidenzialità e quindi la distribuzione del messaggio)

STATE PER EUR/RPM (Office of Security and Political Affairs, Bureau of European and Eurasian Affairs), PM/PPA (Office of Plans, Policy and Analisys), L/PM,
SECDEF (U.S. Secretary of Defence) per OSP/ISD (Office of the Secretary of Defence, International Security Policy)
JCS FOR J-5
E.O. 12958:DECL (Declassifiicato) : 10/31/2018
TAGS (Sistema di archiviazione documenti): PREL [External Political Relations], PGOV [Internal Governmental Affairs], MARR [Military and Defense Arrangements], NATO [North Atlantic Treaty Organization], IT [Italy]

OGGETTO: RICHIESTA ITALIANA DI DESECRETARE IL BILATERAL INFRASTRUCTURE AGREEMENT (BIA)

RIF.: A.A) 90 ROMA 753
B.B) 08 ROMA 1320

Secretato da Capo delegazione della missione Elisabeth Dibble. Motivazione 1.4(B) e (D)

1- (U) È richiesta una azione. Vedi paragrafo 8
2- (C) Il Governo Italiano ha presentato una nota diplomatica all’Ambasciata di Roma il 7 luglio 2008 richiedendo la desecretazione del Bilateral Infrastructure Agreement (BIA) del 1954. A supporto della richiesta la nota richiama la quantità di tempo trascorso dalla firma del BIA così come il fatto che lo Shell Agreement del 1995 e la relativa Intesa Tecnica (TA) per le installazioni di Sigonella, San Vito e Vicenza sono desecretate. La nota non richiede di desecretare gli allegati al BIA o le Intese Tecniche, che contengono specifiche informazione riguardanti il livello del personale, lo stoccaggio di armamenti, ecc.
3- L’Ambasciata di Roma ha lungamente preso in considerazione la richiesta e consultato EUCOM (Comando Europeo degli Stati Uniti d’America). Il Dipartimento non è d’accordo con la summenzionata richiesta del Governo Italiano per detta desecretazione e quindi si esprime contro la desecretazione, specie in considerazione della natura del negoziato recentemente concluso, in qualità di Nazione Ospitante (HNN), relativo alla messa in funzione dell’ USAFRICOM Navy and Army Component Command all’interno delle strutture italiane (rif. B). Anche se molte parti di quanto citato nel BIA sono riportate nell’allegata Intesa Tecnica desecretata, rimangono parti del BIA che non sono state riprodotte in documenti desecretati.
4- (C) In particolare, lo scrivente ritiene che sarebbe controproducente desecretare l’Articolo 2 che disciplina l’uso che può essere fatto delle forze di stanza in Italia. L’Articolo 2 stabilisce che “ Il Governo degli Stati Uniti si impegna ad utilizzare le installazioni concordate nello spirito e all’interno della struttura di cooperazione con la NATO. Il Governo degli Stati Uniti si impegna ad utilizzare le installazioni concordate esclusivamente al fine di eseguire incarichi NATO e, in ogni caso, a non usarle per azioni di guerra a meno che non siano in osservanza a disposizioni NATO o concordate con il Governo Italiano”.
Gli Stati Uniti hanno tradizionalmente interpretato in modo molto estensivo queste disposizioni nel senso di utilizzare le forze degli S.U. anche per operazioni non NATO (come in IRAK o nelle missioni umanitarie in Africa) sulla base di un tacito consenso del Governo Italiano. Le autorità politiche e militari italiane hanno generalmente accettato questa interpretazione dando il loro assenso in modo informale. Tuttavia è presumibile che se queste disposizioni fossero rese pubbliche i partiti politici che si oppongono alla presenza militare degli S.U. in Italia ed agli impegni oltremare degli S.U. farebbero pressioni sul Governo Italiano affinché si attenesse ad una più restrittiva interpretazione degli accordi richiedendo che ogni azione che non fosse richiesta dalla NATO non possa essere intrapresa senza una specifico negoziato con il Governo Italiano .
5- (C) Questa ed altre sezioni del BIA , se rese pubbliche, potrebbero portare ad una pubblica discussione sulla presenza degli S.U. in Italia e complicare i nostri sforzi per dotare l’AFRICOM Component Command del più ampio campo di attività autorizzate. Potrebbe inoltre restringere la nostra libertà di azione circa le forze attualmente dislocate in Italia. Per esempio il recente dispiegamento della sesta flotta ammiraglia Mount Whitney, di stanza a Gaeta, nel mar Nero in supporto alle locali operazioni degli S.U., potrebbe essere messa in discussione se questa sezione del BIA fosse resa pubblica.
6- (C) Inoltre lo scrivente fa notare che in passato il Dipartimento ha rifiutato di desecretare il BIA per la preoccupazione che altri paesi con accordi BIA o SOFA potrebbero trovare che i loro accordi sono meno favorevoli ai propri interessi di quello italiano.
7- (C)Le recenti Intese Tecniche IT-U.S., declassificate, che sono state negoziate sin dal 1995, così come quelle in bozza, utilizzano un linguaggio che rinforza l’ interpretazione estensiva che noi preferiamo dare all’Articolo 2 . Queste, pertanto, ci garantiscono una flessibilità operativa maggiore del BIA poiché non limitano la missione delle Forze Statunitensi nelle basi alla “esclusiva” responsabilità NATO. L’Intesa Tecnica ROMA 0001322 002 di 002 stabilisce che la prima - ma non esclusiva - missione delle Forze Statunitensi dislocate in Basi Statunitensi in Italia è di supporto alla NATO, e richiede solo che le Forze Statunitensi agiscano coerentemente con lo spirito della NATO SOFA e della legge Italiana. Se si dovesse declassificare l’Articolo 2 del BIA si potrebbero incoraggiare gli oppositori della presenza Statunitense in Italia a mettere in discussione questa interpretazione.
8- (SBU) Azione Richiesta: Lo scrivente richiede al Dipartimento di valutare la richiesta del Governo Italiano e di fornire istruzioni di come rispondere alla Nota Diplomatica.
9- (U) testo tradotto della nota è il seguente (l’intero testo essendo declassificato): Prot. n. 238388 del 7 luglio 2008.
NOTA TESTUALE: Il Ministro degli Affari Esteri presenta i propri ossequi all’Ambasciata degli Stati Uniti d’America ed ha l’onore di riferirsi all’Accordo tra la Repubblica Italiana e gli Stati Uniti d’America relativo alle infrastrutture bilaterali, firmato il 20 ottobre 1954 e chiamato Accordo bilaterale su Infrastrutture (BIA) per informare di quanto segue. Il BIA disciplina le procedure organizzative per l’attuazione pratica dei programmi infrastrutturali bilaterali in ottemperanza all’Art. 3 del Trattato Nord Atlantico del 1949 ed è ancora un accordo secretato. In considerazione del tempo trascorso e del contenuto dell’accordo, anche alla luce degli ultimi accordi sull’argomento che non sono secretati, gli italiani stanno considerando la possibilità di desecretare detti accordi, senza pregiudicare i principi e gli impegni, sia Atlantici che Nazionali, stabiliti per salvaguardare gli interessi della comune sicurezza. Per quanto detto il Ministro degli Affari Esteri intende ottenere la necessaria approvazione dal Governo degli Stati Uniti d’America. Il Ministro degli Affari Esteri rimane in attesa di una risposta e coglie l’occasione per rinnovare all’Ambasciata degli Stati Uniti d’America l’assicurazione della sua più alta considerazione

Roma, 7 luglio 2008

SPOGLI

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