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Comunicato stampa Vicenza, tra stupri e accuse alle vittime | No DalMolin

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26 maggio 2017

Comunicato stampa Vicenza, tra stupri e accuse alle vittime

 

Comunicato stampa
Vicenza, tra stupri e accuse alle vittime

Vicenza. Apprendiamo dal Giornale di Vicenza del 22 maggio 2017 la notizia vergognosa di un’ulteriore violenza sessuale e verbale da parte di un militare statunitense della 173^ Brigata Aviotrasportata di stanza alla Caserma Del Din.
Le vicende raccontate sono pesanti e drammatiche: nel 2012 una vicentina di 16 anni subisce molteplici violenze sessuali, lesioni e minacce da parte del fidanzato militare e decide di denunciarlo. Il Comando Americano fa sapere con un comunicato che il soldato è stato condannato a 30 mesi di reclusione negli Stati Uniti per possesso di materiale pedo-pornografico da lui prodotto. Niente si dice, invece,dello stupro, che sembra sia di competenza italiana.

Sono molte le riflessioni che scaturiscono da questi gravi fatti e che vogliamo condividere. In primis, i toni giustificativi con cui il Giornale di Vicenza tratta la vicenda, scrivendo: “Da quando era tornato dalla guerra era cambiato”.
Per la ragazza che ha subito le violenze nessun politico si è sollevato indignato, né ha chiesto la [necessaria] rottura di un “patto di fiducia” che vige attualmente tra la comunità statunitense e quella vicentina e nessuno ha sostenuto che il delitto è tanto più odioso in quanto compiuto da chi in Italia è ospite.
Al contrario, c’è il tentativo di minimizzare l’accaduto: continuano quindi a esserci violenze sessuali di serie A e di serie B, in base allo status dell’aggressore. Il punto di vista della vittima non viene nemmeno preso in considerazione: a farne il ritratto ci pensano i numerosi commentatori e commentatrici dell’articolo. “Le sarà piaciuto”, “Sicuramente lui era nero”, “Dopo un anno e mezzo di missione non puoi fare la suora”, “sono entrambi vittime, lei di lui e lui della guerra” sono commenti inaccettabili che esplicitano razzismo, sessismo e odio, portandoci indietro di 50 anni sul piano dei diritti, e per i quali ci si dovrebbe vergognare.

Stiamo parlando di stupri e violenze reiterate. Di materiale pornografico che ha per protagonisti dei minori. E i media locali devono prendersi la responsabilità dei toni con cui affrontano vicende gravi come uno stupro; inoltre, i commenti dei lettori sono una conseguenza dei toni con cui sempre si giustifica la presenza militare nella nostra città. Infine, visto che ogni volta le responsabilità individuali lasciano il posto alla giustificazione della sindrome da stress post-traumatico, chiediamo che il Comando Americano faccia chiarezza su come intende trattare e prevenire tale sindrome di cui soffre chi torna da fronti di guerra e SU come si POSSANO tutelaRE gli abitanti di una città militarizzata.
Da parte nostra, la soluzione è chiara: la chiusura delle basi militari Usa a Vicenza e la loro riconversione a usi civili, dicendo un forte no alla guerra e alla militarizzazione dei territori, portatrice di sessismo e razzismo nei confronti delle popolazioni locali, a favore invece di una cultura di pace.

Vicenza 2017-05-26

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