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"However, the military base is reality, the... | No DalMolin

Questa terra è la nostra terra.


"However, the military base is reality, the...

"However, the military base is reality, the damage is done"
così scrivono nel loro rapporto gli ispettori dell’Unesco dopo l’ispezione fatta a Vicenza nel mese di marzo, fatta per verificare lo stato di conservazione e di manutenzione del patrimonio palladiano tutelato dall’ente internazionale. Quindi il danno è stato fatto e tutto procede come prima? Purtroppo no! Questa base, anzi le due basi, oltre ai danni prodotti quando sono state fatte continuano a produrne altri e quotidiani come quello, ed è solo l’ultimo, del militare Usa di ritorno dall’Afghanistan che stupra e violenta ripetutamente la sua giovane fidanzata e viene dalle autorità militari americane rimpatriato con accusa e condanna per detenzione di materiale pedopornografico, sostenendo che le altre e ben più gravi accuse sono di pertinenza della giustizia italiana che le ha avocate a sè (nel frattempo il responsabile si è per così dire dileguato...).
La comunità vicentina conosce bene questa sindrome, quella cioè di una reiterata pulsione dei militari americani connaturata alla loro condizione di portatori di violenza, distruzione e morte. Prima e su larga scala nei territori di guerra come Iraq, Afghanistan, Siria ecc. dove la brigata aviotrasportata di stanza a Vicenza è in azione oramai da diversi decenni (e prima ancora in Vietnam, Laos, Cambogia), poi su scala minore nella stessa città che li ospita; sulle persone, prevalentemente le donne, e sulle cose, generalmente bar o locali di intrattenimento, su cui sfogano il residuo di violenza che hanno incorporato prima e durante le missioni vere e proprie. Il tentativo delle autorità locali, in primis l’amministrazione comunale locale, di intitolare alla pace strade, parchi e villaggi o di promuovere incontri o stage di studenti con i miltari delle due basi, di organizzare cerimonie di benvenuto e feste nelle ricorrenze istituzionali senza mai porre e porsi il problema di come disinnescare gli effetti prodotti da queste fabbriche di morte e violenza è solo la manifestazione di una falsa coscienza che le rende subalterne se non complici.
Falsa coscienza che arriva a definire, sempre nel rapporto citato dell’Unesco, "pericolosi e dannosi" per le persone e per i monumenti della città i trasporti di merci e mezzi di guerra che dalla stazione ferroviaria entrano ed escono dalle due basi; trasporti che già hanno provocato preoccupazioni e proteste nei quartieri attraversati di giorno e di notte da veicoli ingombranti che vanno e vengono da Aviano o Ghedi, dall’Ucraina o dalla Lettonia, utilizzando le stesse strade e ferrovie dei comuni cittadini. Ebbene alle proteste è stato risposto che il contenuto di questi trasporti è sconosciuto e le autorità militari americane lo tengono segreto, off limits come dicono loro. A parte che non è difficile immaginare quali merci vengono trattate utilizzate e trasportate da simili organizzazioni, quello che impressiona è la remissività delle autorità locali e nazionali dinnanzi ad un simile e arrogante atteggiamento. Non è vero quindi che il danno è fatto o è stato fatto e mettiamoci l’anima in pace, perchè in realtà esso continua a prodursi e riprodursi qui, dove si sono presi gli alloggi e i servizi per "ricaricarsi" da una missione di guerra e l’altra, e con molta maggiore evidenza là dove la loro missione di guerra si esplica e naturalmente con maggiore ferocia e distruttività.
In definitiva non siamo una città patrimonio dell’umanità ma una che è succube di chi l’umanità la bombarda e la stupra.

24 maggio 2017

"However, the military base is reality, the damage is done"

"However, the military base is reality, the damage is done" così scrivono nel loro rapporto gli ispettori dell’Unesco dopo l’ispezione fatta a Vicenza nel mese di marzo, fatta per verificare lo stato di conservazione e di manutenzione del patrimonio palladiano tutelato dall’ente internazionale. Quindi il danno è stato fatto e tutto procede come prima? Purtroppo no! Questa base, anzi le due basi, oltre ai danni prodotti quando sono state fatte continuano a produrne altri e quotidiani come quello, (...)

4 aprile 2017

Risposta all’assessore alla crescita del comune di Vicenza

la nostra risposta all’intervista apparsa sul quotidano locale domenica 2 aprile

28 febbraio 2015

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Sabato 14 marzo alle ore 11, costruiamo un sit-in alla rotatoria di Viale Ferrarin con l’obiettivo di contestare la presenza di strade che dai nostri territori conducono alle guerre nel mondo.

10 dicembre 2014

Non si processa chi lotta per la pace

Giovedì 11 dicembre si terrà la prima udienza per 42 persone che il 25 Aprile 2010 sono entrate al Parco della Pace. In quella giornata abbiamo scelto di liberare quell’area verde a ridosso della base Dal Molin per restituirla alla città. Ora ci troviamo sul banco degli imputati per aver piantato gli alberelli e organizzato un pic nic e un concerto attraversati da migliaia di cittadini.

1 maggio 2014

Vicenza sensa basi saria più sana

200 mila semi all’interno della base Usa Fontega di Vicenza

22 aprile 2014

Blitz alla Ederle: basta crimini Usa impuniti

Un centinaio di attivisti di Vicenza Libera dalle servitù militari ha compiuto questa sera un blitz di più di venti minuti alla caserma statunitense Ederle di Vicenza lanciando fumogeni e attaccando scritte e striscioni sui muri perimetrali della struttura militare: "justice for all", "stupri", "crimini", "aggressioni", "violenze" sono le parole vergate sulla base per ricordare i tanti crimini impuniti commessi dai soldati nordamericani nella città berica.

16 aprile 2014

Abusivo è il consigliere Rucco

Abbiamo saputo che il consigliere Rucco ha buon tempo da perdere nel suo incarico amministrativo e che, ancora una volta, si è scagliato contro le strutture montate a Ponte Marchese per ospitare il Terre Resistenti Festival, in programma dal 23 aprile al 1° maggio.

25 marzo 2014

Stupri aggressioni violenze

Le compensazioni Usa per la militarizzazione di Vicenza

9 ottobre 2013

Ecco il nuovo Presidio NoDalMolin

Un luogo di mobilitazione, come è stato negli ultimi 7 anni, con spazi dedicati alle assemblee e alle iniziative. Ma anche un’area in cui sperimentare nel concreto la difesa della terra dalle basi di guerra, attraverso un progetto di orticoltura comune nel terreno oggi a prato capace di dare concretezza alla nostra idea di alternativa alla guerra.

28 agosto 2013

Neonazisti, via da Vicenza

Apprendiamo dalla stampa locale che il prossimo 7 settembre si dovrebbe svolgere, in una sala concessa dal Comune di Vicenza, un convegno di chiara matrice neonazista e revisionista, con ospiti “eccellenti”, tra cui l’avvocato del criminale nazista Priebke, colpevole dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, e esponenti del
tristemente noto partito neonazista tedesco NPD.

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