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Cmc condannata per disastro ambientale | No DalMolin

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13 marzo 2009

Cmc condannata per disastro ambientale

 

La CMC, cooperativa socia di Legacoop che ha vinto, assieme alla CCC, l’appalto per costruire la base di guerra Dal Molin, è stata condannata per disastro ambientale, lo scorso 3 marzo 2009.

Essa ha partecipato ai cantieri per la TAV Bologna-Firenze, ed è ora stata condannata.
“ Aver drenato e disperso dall’inizio dei lavori la somma complessiva di non meno di 44.933 milioni di metri cubi di acqua nel territorio della Comunità Montana del Mugello”: questo uno dei primi capi di imputazione a carico dei costruttori della linea TAV. Ma c’è di peggio. Dopo la scomparsa di decine di pozzi e sorgenti, e la morte fisica e biologica di preziosi torrenti appenninici, in alcune aree si ipotizza che si stiano intaccando riserve profonde, acque “di lunga circolazione”.
Secondo “L’espresso” del 4 marzo, l´inchiesta sui danni causati dai cantieri Tav era divisa in due filoni principali: quello della contaminazione dei terreni e delle acque per effetto dello smaltimento delle terre e dei fanghi delle lavorazioni in galleria, e quello del drammatico prosciugamento delle sorgenti e dei fiumi del Mugello, una delle regioni più ricche di acqua d´Italia. Secondo le accuse, a causa dei lavori in galleria e della intercettazione «selvaggia» delle acque di falda, si sono seccati 57 km di fiumi, la portata di altri 24 km di corsi d´acqua si è drasticamente ridotta, sono state prosciugate 37 sorgenti e 5 acquedotti. Un disastro ambientale per il quale la procura contestava il danneggiamento aggravato, un reato volontario. Il giudice ha ritenuto invece che questi gravissimi danni siano stati causati da negligenza o imperizia, cioè siano colposi, e il codice penale non prevede il reato di danneggiamento colposo. Da
questa accusa, perciò, tutti gli imputati sono stati assolti. Tuttavia le famiglie e le aziende danneggiate potranno chiedere i danni in sede civile.
I danni complessivi al territorio del Mugello sono stati valutati in almeno 741 milioni di euro. Dopo il giudice penale, si appresta a muoversi anche la procura della Corte dei Conti, che potrebbe chiedere i danni anche a chi, negli enti pubblici, avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto a sufficienza.

Questo poco dopo l’inizio dei lavori al Dal Molin da parte dei tecnici della CMC e di operai della ditta vicentina Carta-Isnardo, sopra una falda acquifera tra le più grandi in Europa ed in mancanza della Valutazione di impatto ambientale, richiesta dal sindaco e dai comitati di cittadini, oltre che necessaria secondo lo stesso Ministero dell’Ambiente, che lo dichiarò nella risposta scritta ad un’interrogazione pubblicata il 26 febbraio 2007.
Evidentemente questa “cooperativa” ha ben poco rispetto per l’ambiente e per la dignità del lavoro umano, valori che formalmente si ritrovano nello statuto di Legacoop.
Pretendiamo che i lavori si fermino, in attesa della VIA, e che la CMC venga espulsa dalla Lega delle Cooperative, per non aver rispettato i valori della cooperazione.
Essa è ormai definibile una Cooperativa di guerra, avendo lavorato alla base Usa di Sigonella, a quella di Aviano, a Camp Derby; a Vicenza lavora anche al villaggio americano.
E’ anche la cooperativa “delle grandi opere”: Tav, basi Usa, Ponte sullo stretto di Messina: di amicizie deve averne molte, quello che le manca è l’interesse per le conseguenze delle sue costruzioni e l’attenzione per l’ambiente. Questo mentre gli stessi USA si avvicinano agli intenti del protocollo di Kyoto. La sua politica è dunque inattuale, oltre che lontana dall’interesse per il benessere dei cittadini e del territorio.
I cittadini di Vicenza contrari alla base Usa si rifiutano di svendere il territorio e l’acqua della loro città a chi ha già provocato disastri ambientali come quello del Mugello.

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