I tir statunitensi attraverso il Parco della Pace? NON ESISTE.

Nessuno stupore, ma non usano certo mezzi termini i No Dal Molin per contestare la scelta dell’amministrazione comunale di far passare per diversi mesi attraverso il Parco della Pace i camion diretti alla contestata nuova base Usa, visti i tanti cantieri che, tra viale Ferrarin e viale Del Verme, prenderanno il via per realizzare i sottoservizi per il funzionamento del Dal Molin a stelle e strisce: "L’idea di utilizzare il parco come via di transito dei camion diretti al cantiere della base Usa è da respingere in toto. Per finire di costruire questo scempio metteranno in subbuglio mezza città, come descritto dalla stampa oggi e come prevedevamo e denunciavamo da tempo."

"Non c’interessa che gli americani o le ditte vogliano velocizzare i tempi - continuano gli attivisti del Presidio, assieme alla consigliera comunale di Vicenza Libera Cinzia Bottene - mettendo a repentaglio i beni comuni, siano essi il parco della pace o la salute dei cittadini, che dovranno convivere con gli enormi disagi che si aggiungeranno a quelli già oggi esistenti. Bisogna scongiurare (...)

I tir Usa deviati nel parco della (...)

DAL MOLIN. Sopralluogo nella nuova caserma per gestire i cantieri necessari ad allacciare la caserma americana alla rete di acqua, luce e gas Dal 1° marzo scatteranno i lavori (...)

Da Vicenza solidarietà al movimento (...)

Questa mattina all’alba è scattata una vasta operazione di polizia che ha portato al fermo di 25 persone, all’obbligo di dimora per altri 15 e un divieto di dimora a Torino, (...)

Appello per un’assemblea dei Movimenti

Il nordest è un laboratorio eccezionale della crisi: da una parte coloro che vorrebbero desertificare il territorio, cancellandone non solo le caratteristiche naturali ma anche (...)

Report dell’Assemblea permanente dei movimenti del nord-est

Domenica 22 gennaio 2012, sotto i tendoni del Presidio No Dal Molin di Vicenza, oltre trecento persone, in rappresentanza di movimenti, comitati, associazioni, sindacati, centri sociali,coordinamenti studenti medi e collettivi universitari provenienti da tutto il nordest, da Vicenza a Trieste, da Venezia a Trento, si sono trovate per discutere collettivamente e tracciare possibili percorsi comuni capaci di rispondere agli effetti della crisi che così pesantemente impatta con la vita di ognuno di noi.

Una discussione ricca e articolata che, oltre al racconto delle problematicità che si registrano in maniera diffusa in tutto il Nordest, si è posta l’ambizioso duplice obiettivo di dar continuità alla discussione e di stilare una prima agenda di iniziative e appuntamenti di discussione. La non autosufficienza delle singole realtà presenti si è trasformata da limite a ricchezza, proprio perché tutte e tutti coloro che sono intervenuti hanno sottolineato la necessità di costruire spazi pubblici (...)

Tutti a prua per cercare rotte nuove

Ci sono cose che nel mare in tempesta della crisi non ti aspetteresti. Semplicemente, perché nella cronaca multimediale e multicanale del naufragio non è prevista la sorpresa. Il copione è semplice: la nave naufraga, intervengono i tecnici, salvano una parte dei passeggeri, mentre qualcuno purtroppo rimane intrappolato, limitano i danni e occupano la scena, spiegando quali soluzioni andranno adottate.

E se, invece, prima del naufragio una parte dei passeggeri si fosse riunita in assemblea per decidere la rotta più sicura? E’ una storia, questa, che anche se fosse reale, non sarebbe raccontata: niente tragedia, niente notizia, niente effetti speciali, niente telecamera. E, difatti, nemmeno l’assemblea svoltasi quest’oggi sotto i tendoni di Ponte Marchese sarà raccontata dai media; eppure, quella di oggi somigliava molto all’assemblea di un folto gruppo di passeggeri determinati a evitare il (...)

Obama taglia, il Dal Molin resiste

GLI AMERICANI A VICENZA. Il col. Buckingham comandante della guarnigione annuncia la ristrutturazione: i nuovi posti al netto dei trasferimenti sono al massimo 135. Meno assunzioni del previsto: «Colpa della crisi» Alla Ederle 65 esuberi che saranno riassorbiti nei 200 posti di lavoro per gli italiani nella nuova base.

La scure di Obama si abbatte sulla Ederle e comprime il numero di assunzioni di civili al Dal Molin rispetto alle previsioni. La (doppia) notizia è arrivata ieri per voce del colonnello David W. Buckingham, comandante della garrison, la guarnigione statunitense di Vicenza. La nuova base porterà in dote 275 posti di lavoro, di cui 200 destinati a italiani; di questi, però, 65 saranno riservati al personale in esubero alla caserma Ederle, conseguenza, dei maxi-tagli ai costi militari decisi (...)